Quando nell’estate del 2016, in collaborazione con CINFORMI, Atas e l’Associazione Oratorio Sant’Antonio, io e Benedetta (mia moglie) abbiamo pensato che dare delle basi professionali a questi ragazzi potesse fare la differenza, oltre che per loro stessi, anche per la società nel suo complesso non pensavavmo certo ad un successo di questo calibro. Il corso infatti (più che sul cucinare in sè) verteva prevalentemente sull’uso della lingua italiana in cucina e sulla sicurezza ed igene degli ambienti e degli operatori alimentari.

Si è voluto dare una spolverata di “come funziona qui” a dei ragazzi che in ogni caso miravano ad inserirsi nelle nostre strutture ristorative ed alberghiere e vi garantisco che spiegare a dei ragazzi, che di lingua italiana ne masticano davvero poca, cosa sia un batterio e che cosa sia un piano di autocontrollo H.A.C.C.P  non è stato per nulla semplice. Sapere però che i 20 ragazzi che oggi stanno cercando lavoro nell’ambito ristorativo/ricettivo hanno avuto la possibilità di capire con tempi e modi più tranquilli questi concetti importantissimi, a me da cittadino, un po’ di tranquillità in più me la da.

Per approfondimenti vi lascio gli articoli della stampa locale sull’iniziativa.

TRENTINO CORRIERE ALPI 19/12/16

IL DOLOMITI 18/12/16